STORIA DEL BORGO DI PRATICA DI MARE

Il centro abitato di Pratica di Mare sorge sulle rovine dell’antica Lavinium, come testimoniano gli scavi archeologici condotti nella seconda metà del novecento dall’Università di Roma La Sapienza. Secondo il mito, Lavinium sarebbe stata fondata da Enea, le cui vicende successive alla guerra di Troia si conclusero con il suo approdo nel Lazio. La presenza di pavimenti in mosaico, visibili anche dall’attuale Piazza Camillo Borghese testimoniano l’esistenza di un impianto residenziale risalente all’epoca Imperiale.

La storia di Pratica di Mare si intreccia con quella della Famiglia Borghese, che nel 1617 acquistò dai Principi Massimo il Feudo conservandone la proprietà sino ad oggi.

Nel periodo compreso tra il XII e il XIV secolo, venne costruito il castello, che subirà varie modifiche nel corso dei secoli. Originariamente, il castello era composto da un Palazzo a forma di pentagono irregolare, che racchiudeva una torre, il tutto era circondato da un robusto muro di cinta. L’altissima torre, fu bombardata dai tedeschi durante la Seconda Guerra Mondiale e nel crollare distrusse gran parte del Palazzo che non fu mai più ricostruito. Annesso al castello sorge il borgo rinascimentale con al centro la chiesa di San Pietro Apostolo, rimaneggiata durante il XIII secolo con un cambio di orientamento. Nel XVII secolo, Antonio da Sangallo il Giovane, disegnò la progettazione urbanistica del borgo ed un progetto di restauro e ampliamento del Castello, che purtroppo non furono mai realizzati.

La storia moderna di Pratica di Mare è legata al nome del Principe Camillo Borghese, che nei primi anni del novecento, riqualificò il Borgo, lo ripopolò e rilanciò l’attività agricola del Feudo. Dopo la scomparsa del Principe, la moglie di seconde nozze, Maria Monroy di Belmonte subentrò nella gestione della proprietà. Avviò il restauro e la ricostruzione del Borgo così come di parte del Castello dopo la distruzione causata dai tedeschi. Arricchì l’economia del Borgo creando l’Antica Fabrica di Ceramiche che nel corso della sua attività si distinse per il pregio della produzione, molto apprezzata dall’Alta Società internazionale. Il Principe Pierfrancesco, unico erede della Principessa Monroy, alla di lei dipartita nel 1964 ne raccolse la missione proseguendone l’attività. Protagonista della Dolce Vita rese il Borgo un polo d’attrazione, frequentato assiduamente da esponenti del Cinema, dell’Arte e della Cultura come Sergio Leone, Muccino, Vangelli e tanti altri.

Nel 2008, il Principe Pierfrancesco e sua moglie Grazia, hanno avviato nuovo corso di restauro di tutto l’impianto architettonico, iniziando proprio dal centro del Borgo, con il restauro della Chiesa di San Pietro Apostolo.

Lo straordinario futuro di Pratica di Mare è tutto in divenire…